La somministrazione italiana ha le sue regole. Ecco cosa copre alluvo.

In Italia la somministrazione di lavoro segue il D.Lgs. 81/2015 e il CCNL delle agenzie di somministrazione. alluvo oggi non verifica queste regole: durata massima, quote, parità di trattamento, lettera di assegnazione e comunicazioni UniSomm sono in programma. Qui si vede cosa vale e cosa alluvo fa già.

Prüfumfang alluvo

Somministrazione di lavoro

Contratto di somministrazione
Evidenza
Comunicazione al lavoratore
Evidenza
Missione, utilizzatore e lavoratore
Nel modello di dati
Verificato nel codice Ciò che alluvo non controlla è indicato più sotto.

Integrato

Cosa controlla alluvo, e con quale rigore.

Ogni riga descrive ciò che il software fa oggi. Il timbro indica se alluvo impedisce qualcosa, la consente solo con motivazione o si limita ad avvisare.

  1. art. 33 D.Lgs. 81/2015

    Contratto di somministrazione

    Il contratto scritto tra agenzia e utilizzatore nasce in alluvo da un record, viene firmato digitalmente e porta il suo stato e il suo autore. I modelli con i contenuti obbligatori italiani sono in programma.

    Evidenza
  2. art. 33, comma 3 D.Lgs. 81/2015

    Comunicazione al lavoratore

    Il documento di missione parte al lavoratore, nell’app, con il suo stato (inviato, letto, confermato). Il contenuto della lettera di assegnazione italiana è in programma.

    Evidenza
  3. D.Lgs. 81/2015, art. 30

    Missione, utilizzatore e lavoratore

    Missione, utilizzatore e lavoratore somministrato stanno nel modello di dati con date e sede. È la base su cui i calcoli italiani, ad esempio quello della durata, potranno lavorare; i calcoli stessi sono in programma.

    Nel modello di dati

Evidenza alluvo registra stato, momento e autore. Nel modello di dati Memorizzato, e tutto calcola con quel dato.

Dalla quotidianità

Due scadenze che non stanno bene in nessun calendario.

  1. Mit alluvo 01

    Il periodo sta sulla missione.

    In alluvo date di inizio e fine stanno sulla missione, per ogni utilizzatore. Il conteggio della durata massima e l’avviso prima del superamento sono in programma.

    Appartiene al passato

    La durata massima la ricalcola qualcuno. Se ci pensa.

    Un lavoratore è già stato presso lo stesso utilizzatore, poi quattro settimane altrove, e ora di nuovo qui. Se i mesi complessivi bastano lo ricalcola la pianificazione con il calendario dell’anno scorso.

    La conseguenzaSe la successione dei contratti a termine supera i 24 mesi, il contratto si trasforma a tempo indeterminato (art. 19, comma 2 D.Lgs. 81/2015).1

  2. Mit alluvo 02

    La comunicazione ha uno stato.

    Con il contratto un documento di missione parte al lavoratore, nell’app. Inviato, letto, confermato: lo stato sta sulla missione, e a tempo scarso alluvo ricorda. Il contenuto della lettera di assegnazione italiana è in programma.

    Appartiene al passato

    Il lavoratore sa della missione per telefono. Prima o poi.

    La missione è a breve termine, il lavoratore viene chiamato e parte. Che sia stato informato prima per iscritto, dopo non si può dimostrare.

    La conseguenzaL’informazione scritta al lavoratore prima della missione è un obbligo. Senza prova, alla prossima verifica ne risponde l’agenzia.2

A dire il vero

Cosa alluvo oggi non vi toglie dalle mani.

Un software che promette tutto, alla fine non controlla nulla con precisione. Questi punti oggi restano a voi, tra cui la logica italiana della somministrazione (durata massima, quota del 30 %, comunicazioni UniSomm, Libro unico del lavoro, fattura elettronica via SDI), che è in programma.

  1. La durata massima non è verificata: l’art. 19, comma 2 D.Lgs. 81/2015 limita a 24 mesi la successione di contratti a termine per mansioni equivalenti, salvo diversa durata stabilita dal CCNL applicato dall’utilizzatore. alluvo non conta questi periodi: in programma.
  2. Il limite quantitativo del 30 % dei contratti a termine e a termine in somministrazione rispetto agli indeterminati dell’utilizzatore (art. 31, comma 2) e quello del 20 % per la somministrazione a tempo indeterminato (comma 1) non sono verificati: in programma.
  3. La parità di trattamento dal primo giorno (art. 35) non viene calcolata: il CCNL dell’utilizzatore e quello delle agenzie non sono memorizzati: in programma.
  4. Le comunicazioni obbligatorie (modello UniSomm) non partono da alluvo: in programma. Il termine di legge non è verificato.
  5. L’autorizzazione ministeriale e l’iscrizione all’Albo informatico delle agenzie per il lavoro non sono monitorate da alluvo.
  6. I divieti di somministrazione (art. 32: sciopero, licenziamenti collettivi, cassa integrazione, valutazione dei rischi) non sono controllati.

Domande

Domande sulla somministrazione in alluvo.

alluvo impedisce di superare la durata massima?

Non ancora per l’Italia. Il conteggio dei 24 mesi (art. 19 D.Lgs. 81/2015; il CCNL dell’utilizzatore può prevedere una durata diversa) e il blocco prima del superamento sono in programma. Oggi date e utilizzatore stanno sulla missione.

In Italia la parità di trattamento vale dopo nove mesi?

No: la parità di trattamento vale dal primo giorno (art. 35 D.Lgs. 81/2015). Il somministrato riceve condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei lavoratori comparabili dell’utilizzatore. alluvo non la calcola ancora: in programma.

Il contratto di somministrazione si può far firmare in digitale in alluvo?

In alluvo i contratti si firmano nel browser, su carta o con conferma del vostro team. Il contratto di somministrazione ha però requisiti di forma: in mancanza di forma scritta è nullo (art. 38, comma 1). La validità della firma scelta la verificate con un consulente del lavoro.

Quali contratti collettivi conosce alluvo?

Oggi nessun CCNL italiano. Il CCNL delle agenzie di somministrazione (Assolavoro, Felsa-Cisl, Nidil-Cgil, Uiltemp) e il CCNL dell’utilizzatore sono in programma; ulteriori regole si potranno creare come regole proprie.

Vedere è più facile che leggere.

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